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Un anno fa la Regione Emilia-Romagna siglava il Patto per il lavoro insieme a organizzazioni sindacali e datoriali, terzo settore, camere di commercio, università, Ufficio scolastico regionale, Province, Città metropolitana di Bologna e Comuni capoluogo.

“Quando abbiamo iniziato la legislatura ci siamo presi l’impegno di mettere al centro di tutte le politiche regionali il tema del lavoro. – commenta la Consigliera regionale PD Lia Montalti – Dopo 12 mesi possiamo fare un primo bilancio, anche alla luce di alcuni segnali positivi, come i 35mila occupati in più nel primo trimestre 2016”.

Una delle maggiori voci su cui si è puntato per finanziare il Patto per il Lavoro, sono i fondi europei gestiti dalla Regione.

Nel primo anno e mezzo di programmazione sono già stati impegnati 1,1 miliardi di fondi europei: 500 milioni sono previsti dal Programma di sviluppo rurale, 280 dal Fondo sociale, 215 dal Fondo di sviluppo regionale, 75 dal Fondo Garanzia Giovani e poco meno di 35 dalla Cooperazione territoriale europea. A questi vanno aggiunti fondi per 407 milioni come cofinanziamento privato ai fondi europei, per un totale di investimenti attivati pari a 1,5 miliardi di euro.

“La forza del Patto per il lavoro è nella  strategia condivisa che prevede, anche attraverso l’utilizzo dei finanziamenti europei, interventi rivolti alle imprese per accelerare la capacità di innovazione, interventi per rafforzare e modernizzare le infrastrutture fisiche e digitali e infine un’azione di innovazione del sistema regionale, a partire da quello istituzionale  – conclude Montalti – In tutto questo il territorio cesenate sta dando un suo contributo anche partecipando ai bandi dei fondi europei con progetti innovativi sia pubblici che privati”.

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