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Il 20 febbraio è partito il percorso per realizzare il Patto per il lavoro regionale. Un patto di legislatura con l’obiettivo della buona e piena occupazione, per ridisegnare attraverso il lavoro un nuovo modello di sviluppo e una nuova coesione sociale. Il primo incontro si è svoltoin Regione con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, i rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, delle Università e dell’associazionismo.

Una ampia consultazione, che si concluderà entro maggio, per condividere visione, obiettivi e linee di azione capaci di ripensare la società regionale dopo la lunga crisi.
A tutti sarà chiesto di impegnarsi a contribuire al rilancio dell’Emilia-Romagna. Il patto sarà di legislatura per una visione “lunga” e strategica delle politiche capace di ripensare la società regionale dopo la lunga crisi.
Il Patto si articolerà sui temi dello sviluppo e della coesione sociale, di come uscire dalla crisi mettendo le persone al centro, di rilancio e ampliamento del sistema economico e produttivo, di una nuova politica per gli investimenti e di come rinnovare l’assetto istituzionale. I 40 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo già destinati dalla Giunta regionale all’inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro, insieme a tutte le politiche per l’occupazione previste nei primi cento giorni di governo, pongono già il lavoro al centro dell’azione.
I  primi bandi su ricerca e innovazione per le imprese e per i laboratori usciranno fra aprile e giugno, insieme ai programmi di internazionalizzazione, così come saranno potenziati fin da subito gli strumenti per le start-up e i nuovi bandi sull’energia. Un grande lavoro che coinvolge diversi attori della società regionale e che deve consentire di raggiungere il traguardo intermedio del 2018, che prevede  150 milioni di euro del programma già spesi.
Ricerca e innovazione, competitività e attrattività, economia verdi e fonti rinnovabili sono le priorità su cui la Regione investirà la maggior parte delle risorse europee del nuovo Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 481,9 milioni tra il 2014 e il 2020.

Si tratta di una programmazione importante che coinvolgerà direttamente, o attraverso i fondi di finanza agevolata, oltre 3.000 imprese, con decine di progetti  di ricerca  dei laboratori della Rete Alta Tecnologia e dei centri per l’innovazione, 100 progetti a favore dei soggetti pubblici per la riqualificazione energetica e la valorizzazione culturale e ambientale, oltre 180 aree produttive cablate.
Prioritario inoltre l’impegno della Regione per la legalità: nella società, contrastando l’infiltrazione e il radicamento delle organizzazioni criminali e mafiose, e nel mercato del lavoro, con la promozione della regolarità e della sicurezza.
Altro fronte su cui ci si muoverà quello per la semplificazione delle procedure e delle normative e per la trasparenza e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. L’Emilia-Romagna lavorerà inoltre per integrare con il Governo gli obiettivi e le risorse, dando complementarietà agli interventi e mantenendo spazi di sperimentazione di politiche e interventi, che possono costituire un importante banco di prova per le riforme e la crescita di tutto il Paese.

Lia Montalti : Welcome !

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