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La nota della Consigliera regionale Lia Montalti

La mappatura che il Comune di Cesena ha da poco completato in merito alle sale slot (vere e proprio sale da gioco, ma anche esercizi commerciali o di somministrazione di alimenti e bevande) che non rispettano i parametri imposti dalla disciplina regionale, è stata puntuale. I numeri emersi, 91 su 99 censite, ci consegnano in modo chiaro la portata di un fenomeno che sta mietendo sempre più vittime – il 5% degli utenti che si rivolgono ai Sert dell’Emilia-Romagna lo fa perché dipendente dall’azzardo – soprattutto tra le fasce più giovani.

Un problema di salute, che ha anche gravissimi risvolti sociali ed economici, visto che si stima siano bruciati in gioco nella provincia di Forlì-Cesena più di 600 milioni all’anno, così come riportato dall’Agenzia dei Monopoli, ovvero poco meno di 4.000 euro all’anno per famiglia.

Consci della necessità di affrontare il tema, anche grazie ad un lavoro di ascolto costante nel territorio dei servizi, dei comuni e dei tanti cittadini e delle associazioni, come il Comitato No Slot e il Quartiere Oltresavio, che a Cesena si sono prontamente mobilitati, nell’aprile di quest’anno, in Consiglio regionale abbiamo proposto e poi approvato l’introduzione del limite di 500 metri di slot e sale gioco dai luoghi cosiddetti sensibili come le strutture ospedaliere o residenziali, le scuole e i luoghi di culto.In tempi rapidi dunque i Comuni dovranno concludere, in tutto il territorio regionale, il censimento relativo al proprio ambito e so che tutte le amministrazioni del nostro territorio si sono prontamente attivate in questo senso.

È un risultato importante vedere come l’applicazione della legge regionale inizia a concretizzarsi, e lo è ancor di più perché quella norma nasce da un percorso condiviso col territorio, fatto di proposte e di ascolto di tutti coloro che con sensibilità e anche tenacia si sono spesi su questo tema. Resto ovviamente disponibile, come sempre, a sedermi attorno a un tavolo per approfondire le questioni che emergeranno nel percorso di applicazione della norma. Mi sembra importante in questa fase ribadire come, per poter combattere il gioco d’azzardo patologico con efficacia, sia necessario un grande lavoro di squadra, perché solo insieme si può far crescere una consapevolezza anche culturale ed educativa nell’intera comunità.

Lia Montalti : Welcome !

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