Il Bilancio regionale 2019 guarda all’Europa come opportunità, attraverso il pieno utilizzo dei fondi europei. Il nuovo Bilancio alza infatti a 72 milioni di euro la quota di cofinanziamento regionale alla programmazione dei fondi europei, rispetto alla media di 59 degli anni dal 2014, generando investimenti grazie ai fondi Ue per quasi 490 milioni su voci fondamentali come imprese, agricoltura, sviluppo, politiche attive per il lavoro e formazione.

Un impegno importante che certo non nasce oggi ma che si inserisce nel quadro della partecipazione allo sviluppo e all’attuazione delle politiche e della programmazione europea che vede la nostra Regione tra le prime a livello europeo.

I dati regionali sullo stato di avanzamento della programmazione dei fondi europei, parlano chiaro. 

La nostra Regione ha rispettato, registrando performances molto positive, il target di spesa fissato dall’Unione europea entro fine 2018, con la certificazione di 135,8 milioni di euro Por Fesr e 206 milioni Por Fse e con il superamento degli obiettivi che misurano l’avanzamento degli interventi finanziati.

Per quello che riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale sui 481,8 milioni di euro, a disposizione, 358,6 milioni sono già stati impegnati per il finanziamento di oltre 2.400 progetti di imprese, enti pubblici, liberi professionisti, centri di ricerca, dai quali saranno generati investimenti per oltre 700 milioni di euro. 

Per quel che concerne invece il Fondo Sociale europeo sui 786,2 milioni di euro disponibili, il contributo pubblico approvato è pari a 562,3 milioni, il 71,5% della dotazione del Programma operativo.

Dall’inizio di questa programmazione sono state inserite nei percorsi formativi 355.414 persone, di cui quasi il 50% donne. In totale sono state avviate 2.886, delle quali più di 2.000 sono dedicate a interventi per l’occupazione.

Infine per quel che riguarda il Piano di sviluppo rurale i dati evidenziano che l’85% delle risorse programmate per il Psr, pari a 999 milioni di euro è stato stanziato e che gli investimenti potenziali attivabili raggiungono l’1,7 miliardi di euro.

Quando si parla di bilancio e di risorse è inevitabile proporre una serie di dati. Ma è importante che ci ricordiamo che dietro alla carrellata di numeri, che ho appena elencato, ci sono imprese, giovani, innovazione, cultura, formazione, sostenibilità ambientale, progetti che grazie ai fondi europei e al cofinanziamento regionale hanno preso vita, hanno creato lavoro ed opportunità, hanno attratto investimenti e portato crescita al territorio emiliano-romagnolo. 

Interventi concreti, collocati nei territori, che rappresentano in maniera chiara il senso che l’Emilia-Romagna dà all’Europa e alle politiche europee, una dimensione in cui creare crescita, lavoro ed opportunità per le imprese e i cittadini emiliano-romagnoli, dando voce ai bisogni dei territori, anche attraverso un fondamentale ruolo attivo e centrale delle regioni e delle istituzioni locali. 

E proprio in questa direzione va l’impegno che anche a Bruxelles la nostra Regione sta portando avanti rispetto al futuro quadro delle politiche di coesione. 

A chi, in Regione e a Roma, in maniera superficiale e populista attacca la dimensione europea (alzando la voce un giorno e facendo retromarcia imbarazzanti il giorno successivo), mettendo a rischio importanti strumenti di crescita e sviluppo per le nostre imprese e i cittadini emiliano-romagnoli, noi vogliamo rispondere così con la forza dei progetti realizzati e finanziati e l’impegno messo per gestire la programmazione al meglio.

Lia Montalti : Welcome !

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