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Chi mi conosce bene sa quanto il tema europeo sia una parte fondamentale del mio impegno politico.

Credo fermamente che l’Europa unita sia il più grande progetto politico della nostra epoca, costruito su una logica di integrazione e di comunità, un progetto diverso da qualsiasi altro percorso politico della storia.

Ed è un percorso che in 70 anni ha trasformato un continente distrutto dalle guerre e dai totalitarismi, in un luogo di pace, benessere e democrazia.

E questo è un presupposto che non dobbiamo dimenticare mai, è la nostra storia, sono le nostre radici, ma è anche l’eredità profonda che uomini illuminati, i padri dell’Europa ci hanno lasciato.

Ecco questa è l’Europa con l’anima, quella in cui credo, quel progetto politico ancora incompleto che, solo se compiuto, potrà permetterci di uscire dalle contraddizioni che stiamo vivendo, recuperando il vero senso del progetto europeo.

Abbiamo dunque bisogno oggi di decidere che direzione vogliamo prendere. Non possiamo più permetterci di esitare, siamo davvero arrivati vicino al baratro, al punto di non ritorno. Stiamo perdendo l’anima dell’Europa. Con coraggio dunque dobbiamo tornare al disegno fondativo, quello da cui i padri fondatori iniziarono il percorso. Dobbiamo fare in modo che vengano rafforzate le istituzioni comunitarie, a partire dal Parlamento europeo, per avere finalmente una dimensione politica e democratica, in cui non siano più i singoli governi e le istituzioni economiche a dettare la legge del momento, senza alcuna visione comune, ma che ci sia un governo democratico comune, che possa rappresentare davvero l’Europa come una comunità. Tornare a lavorare affinchè un giorno l’Unione europea diventi una vera federazione di stati, non solo con una banca e una moneta come è oggi, ma con un vero governo federale, un parlamento con pieni poteri, un bilancio degno di tale nome, proprie politiche, una propria forza di difesa, una voce unica nelle relazioni internazionali etc. etc.

E’ forse una utopia?!? Se c’è una cosa che ci insegna la storia dell’Europa unita è che quelle che sembravano utopie, si sono trasformate, passo dopo passo, crisi dopo crisi, in realtà.

Rubo le parole di Altiero Spinelli, padre fondatore dell’Europa unita “La federazione europea non è una cosa che verrà perché c’è una certa logica che porta lì, ma è una costruzione che gli uomini devono fare, ed è una cosa della nostra epoca”.

E poi se i padri fondatori sono riusciti ad immaginare un’Europa unita, di pace, mentre erano prigionieri, al confino, perseguitati dai nazismi e dai fascismi, sotto le bombe e tra le macere di un’Europa distrutta … ecco se sono riusciti ad immaginarselo e poi anche a costruirlo, questo può darci la forza per prendere in mano il testimone, raccogliere tutto il nostro coraggio e la nostra speranza, per riuscire a trasformare, anche quello che oggi può sembrare un’utopia, nel nostro futuro, nell’Europa che vogliamo.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-357a735f-832f-44d8-bc66-11b0b0f3aede-tg2.html#p=

 

Lia Montalti : Welcome !

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