Seleziona una pagina

L’Intervista che ho rilasciato al Corriere Romagna, uscita il 13 giugno scorso, sul tema Città metropolitana romagnola e riordino istituzionale.

LIA MONTALTI “Romagna City” pronta a sbocciare dalle ex Province CESENA. “Romagna City” nascerà sulle ceneri delle Province, in via di scioglimento. Ma prima quelle ceneri dovranno essere utilizzate come fertilizzante. E al tempo stesso, il salto di qualità nell’integrazione fra tutte le città romagnole finirà per svuotare di significato le Unioni dei Comuni, che probabilmente conserveranno un senso solo come fasi di passaggio verso vere e proprie fusioni tra i Comuni più piccoli.

Infrastrutture, turismo, fondi Ue ed ambiente i campi in cui integrarsi E’ questo l’interessante quadro che emerge dal ragionamento fatto da Lia Montalti, consigliere regionale del Pd, all’indomani del provvedimento di riordino istituzionale dell’Emilia Romagna che è stato messo a punto nei giorni scorsi dalla giunta Bonaccini. Ora quella cornice andrà dettagliata ed approvata dall’Assemblea regionale, coinvolgendo tutte le forze politiche. E la cesenate Lia Montalti ha già le idee chiare e sembra particolarmente entusiasta della rivoluzione che si profila all’orizzonte. Anche perché è convinta che la Romagna sia la zona più pronta ad adattarsi al nuovo scenario e a coglierne le opportunità. «Quello che sta prendendo forma è un intervento complesso, che va a ridefinire assetto istituzionale, ridistribuendo le funzioni dei vari enti – spiega Montalti – E’ un percorso nato sulla spinta della riforma Del Rio. Ora la palla passa all’Assemblea legislativa della Regione, dove vogliamo costruire una strategia con una visione di lungo raggio. E’ una cosa a cui noi consiglieri regionali della Romagna stiamo ragionando già da qualche tempo e abbiamo già le idee chiare, che vanno condivise con i sindaci e anche attraverso una discussione dentro il Partito Democratico». Il succo dell’operazione in atto è semplice: «Serve un livello intermedio tra Comuni e Regione, sia per mantenere un equilibrio territoriale all’interno dell’Emilia Romagna, sia per avere l’ambizione di fare un disegno più ampio per il futuro che abbracci aree allargate rispetto a quelle a cui eravamo abituati». In particolare, secondo Lia Montalti, sono quattro i settori in cui l’idea di una nuova Area Vasta Romagna potenziata (o “Romagna City”, o comunque la si voglia chiamare) dovrà dimostrarsi vincente: infrastrutture; cultura e turismo; ricerca dei fondi Le Unioni dei Comuni dovranno portare a vere e proprie fusioni europei; tutela ambientale di un territorio che si sta rivelando molto fragile. Il prossimo passo sarà individuare i confini delle Aree Vaste romagnole. E’ stato previsto che la Regione li stabilisca entro 4 mesi. La situazione più chiara, a parte la già prevista Città metropolitana bolognese, è proprio quella della Romagna. Non solo perché ha già una sua identità ben definita, ma perché – evidenzia la consigliere regionale di Cesena – si è già “allenata” gestendo in modo unitario materie importanti come la sanità (con la nascita dell’Auslona), le risorse idriche (attraverso l’esperienza di successo di Romagna Acque) e il trasporto pubblico locale (con il decollo di Start Romagna). In Emilia si oscilla invece tra un modello basato su due Aree Vaste e uno che ne contempla tre. E’ c’è l’incognita del Ferrarese, di difficile inquadramento. Ma come dovrebbe essere strutturata la tanto va *** gheggiata Area Vasta? Lia Montalti non ha dubbi: le va data «sostanza» creando «un livello rappresentanza istituzionale, con un consiglio ed un presidente di Area Vasta». Insomma, non bisogna fare l’errore di limitarsi ad «operazioni meramente tecniche». Anzi, anche se non è all’ordine del giorno, l’auspicio è che in futuro una legge introduca un «meccanismo elettivo anche per questo nuovo livello istituzionale». Concretamente, il modo in cui si inizierà a costruire l’Area Vasta dovrebbe essere la sottoscrizione di «protocolli tra le Province per mettere insieme alcune funzioni» e da li dovrebbe poi prendere forma la “Romagna City”, che quindi potrebbe essere vista come una sorta di “Provinciona”. E le Unioni dei Comuni? Francamente non è pensabile mantenere anche questi enti, nonostante la loro recente creazione, perché c’è davvero il rischio di avere una situazione caotica, invece che semplificata, con ben quattro livelli istituzionali oltre alla Regione: le nascenti Aree Vaste, le morenti Province, le Unioni dei Comuni e i Comuni. E allora – mette i puntini sulle i Montalti – è meglio chiudere la parentesi delle Unioni e «mettere invece l’accento sulle fusioni tra Comuni». Se si giocherà bene tutta la partita, che è solo al fischio d’inizio, il futuro – conclude la consigliera regionale – potrà riservare delle belle sorprese per l’intera Romagna: «Avere un territorio coeso anche sul piano istituzionale significherà fare scelte meno frammentate e questo renderà più facile valorizzare le nostre eccellenze, a partire dal turismo e dal comparto agroalimentare, che sono le due nostre grandi vocazioni. E poi potremo finalmente fare due o tre scelte chiare sulle infrastrutture, cosa che finora è un po’ mancata. Inoltre, avremo le carte in regola per ottenere più fondi europei, da utilizzare come moltiplicatori di ricchezza e di sviluppo». Gian Paolo Castagnoli Lia Montalti, consigliere regionale del Pd ***

 

Lia Montalti : Welcome !

Authorize

Password persa

Registrati

Please contact the administrator.