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Sto seguendo con attenzione le dichiarazioni che nei giorni scorsi, e nelle scorse settimane, sono state fatte in merito alla possibilità di avviare dei percorsi di fusione tra i comuni del cesenate sia nel territorio del Rubicone e della via Emilia, sia in area collinare e nella Vallata del Savio. 
 
Voglio subito esprimere, come rappresentante in Regione del nostro territorio, la mia più ampia disponibilità a sostenere questi percorsi. 
 
Con la riforma del sistema istituzionale, il cui ultimo atto approvato è stato la l.r. 13 del 2015, la Regione Emilia-Romagna ha rinnovato l’impegno e il supporto ai progetti di fusione dei comuni.
Il nuovo assetto istituzionale infatti, che prevede il superamento delle province e l’avvio delle aree vaste, vede nelle fusioni tra i comuni uno dei percorsi prioritari per poter dare maggior peso e voce al territorio e alla dimensione locale.
 
Le fusioni sono incentivate nella fase di elaborazione del percorso, con un concreto sostegno da parte della Regione di natura sia finanziaria, ma anche organizzativa e procedurale.
 
Va inoltre evidenziato come, nel caso in cui la fusione venga completata, il nuovo comune avrà un accesso garantito, per almeno dieci anni, a contributi regionali e nazionali (tra l’altro la legge di stabilità 2016 ha raddoppiato gli incentivi statali) e potrà anche disporre di maggiori risorse per gli investimenti.
 
I progetti di fusione possono dunque rappresentare una opportunità strategica per il nostro territorio, per dare risposte nuove e più efficaci ai cittadini ed alle imprese, anche potendo contare su maggiori risorse sia per i servizi che per gli investimenti. 
Una opportunità che risulterà ancor più efficace se verranno sin da subito ampiamente coinvolte le comunità locali. 
 
Dall’osservatorio regionale vedo come, rispetto a pochi anni fa, il clima nei confronti dei percorsi di fusione sia radicalmente cambiato. 
Sono 8 in Emilia-Romagna i comuni nati da fusione, di cui 4 nel 2015, a seguito di referendum che nella maggior parte dei casi hanno visto una vittoria schiacciante del Sì. 
Altre 7 aggregazioni di comuni hanno formalmente avviato l’iter per fondersi e ulteriori 50 comuni hanno manifestato un interesse rispetto alla possibilità di avviare una fusione. 
 
Mi auguro dunque che il dibattito avviato prenda slancio e quindi anche concretezza, forte della consapevolezza che solo attraverso la collaborazione e la sinergia si può costruire il futuro del nostro territorio. 

Lia Montalti : Welcome !

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