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Un sostegno concreto per persone e famiglie in gravi difficoltà economiche. Siamo la prima regione in Italia ad attivare una misura simile

“Fino a 400 euro al mese per i più poveri. Il Reddito di Solidarietà, da ieri, è legge in Emilia-Romagna – annuncia la consigliera regionale PD Lia Montalti – Una legge presentata e approvata grazie a PD e SEL,  che serve ad aiutare i più poveri che si impegnano ad uscire da una situazione di esclusione lavorativa e sociale. Non una misura prettamente assistenzialistica quindi, ma un progetto per il re-inserimento nella società di chi ne è ai margini. Sono 35 milioni di euro le risorse previste nel bilancio regionale a sostegno del RES, che si aggiungo ai 37 milioni che lo Stato ha erogato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) ”.

Il RES regionale potrà essere erogato ai nuclei familiari, anche unipersonali, che abbiano ISEE uguale o inferiore a 3000 euro. Per accedervi si dovrà presentare la domanda ai servizi sociali del comune di residenza. Seguirà la presa in carico del nucleo famigliare con attivazione di un progetto di re-inserimento personale. Il beneficio sarà poi erogato tramite carta prepagata da parte dell’INPS.

Si stima che in regione possano essere interessati dal RES 80 mila persone, corrispondenti a circa 35 mila nuclei famigliari residenti in Emilia-Romagna. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito e che nel complesso rappresentano quasi il 2% dei nuclei residenti in regione.

“Questa misura è stata pensata e realizzata grazie anche ad un confronto con i Comuni e con le associazioni che si occupano di povertà, con l’obiettivo di tutelare quella che è la dignità delle persone, mettendo in campo strumenti e risorse concreti – dice Montalti –  L’erogazione del Reddito di Solidarietà sarà accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo, dal Centro per l’impiego. La misura darà quindi luogo a un vero e proprio patto tra erogatori e beneficiari – sottolinea la consigliera PD – a fronte della corresponsione del contributo economico, ci dovrà essere uno specifico impegno del nucleo familiare a garantire la frequenza scolastica dei figli, a cercare lavoro e più in generale a ri-attivarsi per uscire da una situazione di disagio temporaneo”.

“Siamo la prima regione in Italia ad attivare una simile misura – aggiunge Montalti – L’Emilia – Romagna sta investendo risorse sul Patto per il lavoro, con l’obiettivo di far crescere l’occupazione. E i dati ci dicono che stiamo lavorando nella giusta direzione, considerato il Pil regionale 2016 al + 1,1%, stima più alta tra le regioni italiane, e che siamo la seconda regione dopo il Trentino per crescita occupazionale. Però non ci dimentichiamo degli ultimi, perché sappiamo bene che la ripresa si può basare solo su una società coesa e solidale”.

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