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Condivido la forte preoccupazione delle Unioni dei comuni “Valle Savio” e “Rubicone-Mare” relativa alla situazione della Fondazione della Cassa di Risparmio, espressa dai sindaci Lucchi e Giovannini, alla luce in particolare della avvenuta ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio, e della conseguente forte riduzione del patrimonio della Fondazione. Quindi anche della sua possibilità di erogare risorse nel futuro.

Molta attenzione pubblica continua ad essere prestata soprattutto alle vicende della banca, oggi in particolare sul nuovo consiglio di amministrazione; è comunque ormai acquisito che la Cassa di Risparmio di Cesena è attualmente in sicurezza in virtù del salvataggio operato dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario che ha evitato le procedure di risoluzione, scongiurando così un gravissimo danno per clienti, dipendenti ed obbligazionisti, ed un maggior danno per gli azionisti. Tutti devono avere coscientemente consapevolezza che questo non è avvenuto ovunque e va riconosciuto.

Le scelte strategiche del passato, però, hanno generato una riduzione del valore per gli azionisti, soprattutto per il patrimonio della Fondazione, ridotto al minimo e da cui, allo stato attuale, non può più ricavare le risorse per sostenere i settori di riferimento.

La capacità infatti per la Fondazione di poter stanziare fondi e investire a sostegno del territorio è una prerogativa che andava tutelata e garantita e sulla quale va recuperato un impegno, cercando di delineare un percorso chiaro. In passato la Fondazione ha svolto un ruolo importante di interlocutore per il tessuto sociale, le associazioni, le realtà culturali e sportive, il terzo settore del nostro. C’è dunque bisogno che la Fondazione trovi la via per ritornare, seppur alle mutate condizioni, a rappresentare un punto di riferimento per il territorio, senza che i comuni vengano lasciati completamente soli nel dare risposte e trovare soluzioni alle tante istanze e ai tanti bisogni che emergono a livello locale.

È dunque importante che la Fondazione mantenga un rapporto di interlocuzione solido con la Cassa di Risparmio, in modo da poter continuare a svolgere un ruolo di rappresentanza del territorio. Anche se la Cassa di Risparmio ha avviato il percorso del risanamento, che va visto in maniera positiva, non va dimenticato come la vicenda complessiva che l’ha interessata rappresenti una ferita ancora aperta con la città e con tutti i cesenati che con fiducia negli anni hanno investito e creduto in questo istituto di credito.

Proprio per questo, e soprattutto in questa fase, non va dimenticato il territorio.

Sapendo che, a differenza forse del passato, è giusto che il percorso del credito e della gestione della banca abbia una sua totale autonomia, con la consapevolezza che il legame con un territorio non è fatto solo di nomine, ma soprattutto si costruisce con la capacità di leggere una realtà e i suoi bisogni, sapendo proporre soluzioni, investimenti, progettualità.

Va sicuramente ripreso, quindi, il messaggio lanciato dal segretario territoriale del PD, Fabrizio Landi, lo scorso luglio: “la Fondazione stessa deve ripartire da basi nuove, rivedendo se stessa, anche partendo da un esame critico del proprio passato” e data la giusta attenzione alle preoccupazioni espresse dai sindaci cesenati.

Lia Montalti : Welcome !

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