Favorire le procedure per il riconoscimento e la comparazione dei dati sui decessi senza identità

“Il dato delle persone scomparse in Italia è di 34.562 e ogni anno se ne contano circa un migliaio in più. 1840 sono invece le persone morte di cui non conosciamo il nome: di queste 26 sono in Emilia-Romagna. – spiega Lia Montalti, Consigliera regionale PD, che aggiunge – Dietro quei numeri ci sono storie di persone scomparse e di famiglie che non si danno per vinte, per questo credo ci debba essere un sostegno concreto anche da parte delle istituzioni”.

Dal 2007 in Italia opera il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse con il compito di monitorare la situazione, fungere da raccordo tra istituzioni nazionali e internazionali e fare in modo che la comparazione e l’analisi dei dati, spesso in mano a soggetti diversi, possano dare qualche risposta a chi ne sta cercando.

Nel 2015 il Commissario straordinario ha dato il via ad un Protocollo d’Intesa sperimentale, sottoscritto da Prefettura e Comune di Milano, dalle cinque Procure della Repubblica, Regione Lombardia, Università di Milano IML Labanof e ASL per favorire le identificazioni dei corpi rinvenuti e per sottoporli a quelle analisi che, anche dopo la sepoltura, consentiranno di incrociare i dati per ottenerne il riconoscimento.

“Quando il Ministero della Giustizia scioglierà la riserva sulla sottoscrizione di analogo modello di ‘circolarità informativa’, sarà possibile coprire tutto il territorio nazionale. – prosegue Montalti, che sul tema ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale – Ho ritenuto opportuno attivarmi per capire se anche in Emilia-Romagna potremo dotarci, appena possibile, di un modello equivalente per fare circolare le informazioni necessarie tra tutti i soggetti competenti, valutando in che modo avviare o sostenere progetti che abbiano come obiettivo quello di aumentare le identificazioni. Vogliamo anche in Emilia-Romagna cercare di mettere in campo tutti gli strumenti utili per dare una risposta a quelle famiglie da troppo tempo in attesa”.

“Grazie alle tecnologie e soprattutto – conclude la Consigliera – grazie alla determinazione e all’azione di sensibilizzazione, informazione e proposta che associazioni come Penelope Italia portano avanti con impegno, molto può essere fatto su questo fronte”.

Lia Montalti : Welcome !

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