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Mi è molto difficile scrivere questa riflessione perché quanto è successo a Pietro è una tragedia che sconvolge e turba in maniera profonda, tanto da non trovare le parole, da voler fare silenzio.

Ma ho negli occhi quel corteo di biciclette che segue il feretro di Pietro, i suoi genitori, i suoi compagni, e i suoi insegnanti, che in un momento di dolore così profondo, ci hanno mandato un messaggio chiaro.

Non arrendiamoci, non fermiamoci. Non fermiamo il Bicibus.

E allora raccogliendo questo appello vorrei raccontare qualcosa di più di queste esperienze, il Bicibus e il Piedibus, che da assessore all’ambiente ho avuto la fortuna di veder nascere e diffondersi in questi anni, passo dopo passo, nella nostra città.

 

Gianfranco Zavalloni tra “I diritti naturali dei bambini e delle bambine” inserisce il DIRITTO ALLA STRADA, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade, io aggiungo anche ad andare in bicicletta.

 

Credo sia fondamentale garantire ai nostri bambini e ai nostri ragazzi il diritto di muoversi, in libertà e in sicurezza, a piedi e in bicicletta, a partire dal tragitto quotidiano casa-scuola.

L’immagine delle nostre scuole all’ingresso e all’uscita dei ragazzi è un’immagine spesso desolante. Decine e decine di macchine che si accumulano di fronte all’ingresso, spesso col motore acceso, con bambini e ragazzi che escono al “volo” dagli abitacoli facendo lo slalom tra i mezzi in sosta, con tutti i rischi del caso. E respirando, ricordiamocelo, a pieni polmoni i gas di scarico.

 

Un modello di mobilità diverso deve essere pure possibile? Un modello che permetta ai nostri bambini di riappropriarsi degli spazi del proprio quartiere, di fare una cosa normale e bellissima, che tutti noi adulti abbiamo potuto fare, andare a scuola a piedi o in bicicletta, con i propri compagni, i propri amici, iniziando la giornata con tranquillità, e in maniera anche divertente.

 

Noi adulti, noi genitori, non dobbiamo essere ipocriti. I bambini che accompagniamo sin dentro l’uscio della scuola con la macchina, per essere più sicuri, i nostri ragazzi che non sanno cosa significa andare a piedi e in bicicletta, perché abbiamo paura che sia pericoloso, sono gli stessi che a 14 anni si trovano a guidare un motorino. In piena autonomia, per la prima volta, senza essere mai stati né pedoni, né ciclisti. Senza avere esperienza della strada, dei suoi pericoli e delle sue regole.

 

Il piedibus e il bicibus non sono mai stati un servizio offerto dal comune, non sono lo scuolabus, non sono un servizio di pre-scuola. Bensì sono un progetto educativo, una proposta educativa, fatta ai ragazzi, che imparano passo dopo passo, ed è per questo che si è accompagnati dagli adulti, le regole della strada, in un percorso che ha come obiettivo, al momento giusto, la mobilità in autonomia dei ragazzi. Funzionano se tutti gli adulti fanno squadra con questo obiettivo comune, insegnanti, genitori, nonni, volontari e naturalmente l’amministrazione comunale.

 

E questa è la bellezza del Piedibus e del Bicibus. Non sono progetti imposti ma nascono nella comunità, dalla comunità. Ogni Piedibus, ogni bicibus ha la sua storia. In alcuni quartieri sono state le scuole ad avviare il percorso, in altri i quartieri, in altri ancora gruppi di genitori, in collaborazione con l’Amministrazione. Non sono dunque esperienze che partono all’improvviso.

 

Per i primi anni i progetti avviati sono stati quasi esclusivamente quelli del Piedibus, rivolti ai bambini delle scuole elementari. Poi all’inizio di quest’anno scolastico è partito il progetto di Bicibus delle scuole Anna Frank, da un preside ed insegnanti motivati, da genitori consapevoli e convinti, con istituzioni e quartieri coinvolti. Un percorso educativo per accompagnare i ragazzi alla scoperta della bicicletta, all’autonomia, alla responsabilità, al rispetto per gli altri e per l’ambiente, alla condivisione.

 

Ricordo quanto mi ha scritto uno dei ragazzi dell’Anna Frank dopo la prima uscita in bicicletta con gli insegnanti e genitori.

“Il mio parere su questa attività è molto positivo sia perché questa è un’uscita particolare che ci ha permesso di vivere tutti insieme un grande momento, sia perché penso che sia davvero molto importante e bello che ciascuno nel suo piccolo cerchi di migliorare il nostro territorio e contribuisca a rendere l’aria più pulita.

Ho un bellissimo ricordo che penso non dimenticherò mai.

 

Noi adulti abbiamo la responsabilità di dare ai nostri bambini e ai nostri ragazzi la possibilità di vivere queste esperienze. Abbiamo la responsabilità di farlo garantendo sicurezza, informazione, educazione, regole. Abbiamo la responsabilità di non negare ai nostri ragazzi il diritto a muoversi, in libertà, a piedi e in bicicletta per la nostra città.

La tragedia che ha colpito Pietro, la sua famiglia, i suoi compagni, la nostra comunità, non deve fermare il Piedibus e il Bicibus, ma deve, con ancora più forza e passione, farci scegliere quale modello di mobilità vogliamo per la nostra città, che diritti mettere al centro.

E IL DIRITTO ALLA STRADA per i nostri ragazzi deve essere, senza esitazioni, la prima scelta, deve essere la priorità.

Voglio infine cogliere questa occasione per fare un ringraziamento a tutti coloro genitori, insegnanti, volontari, che rendono possibili, per i nostri bambini e i nostri ragazzi, queste esperienze, trasmettendo loro ogni giorno tanta passione ed entusiasmo.

Lia Montalti : Welcome !

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