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Contrasto all’abbandono dei terreni e sostegno al ricambio generazionale in agricoltura

Presto l’Emilia-Romagna sarà dotata di una propria Banca regionale della Terra. Grazie al progetto di legge d’iniziativa del Gruppo del Partito Democratico sarà istituito questo nuovo strumento col triplice obiettivo di contrastare l’abbandono dei terreni e delle produzioni agricole, mantenere e incrementare la produttività di terreni, fabbricati e aziende agricole e di favorire il ricambio generazionale in agricoltura.
“Il Gruppo PD ha avanzato la proposta di costruire una banca dati online, accessibile a tutti, nella quale censire terreni agricoli e agro-forestali, aziende e fabbricati rurali disponibili per l’affitto, la concessione o la vendita. – spiega Lia Montalti, Consigliera PD tra i firmatari del progetto di legge – Nella banca saranno inseriti beni di proprietà pubblica o di privati che intendano cederne la conduzione a terzi, beni sequestrati e confiscati oltre a terreni incolti o abbandonati nel territorio emiliano-romagnolo.”
“A tali beni – scende nel dettaglio Montalti – potranno accedere giovani imprenditori agricoli di età inferiore ai 40 anni che presentino progetti innovativi e rispettosi della sostenibilità e diversità ambientale. I giovani emiliano-romagnoli dimostrano un crescente dinamismo nel settore agricolo, spesso a partire dagli studi superiori e universitari che scelgono di fare”.
Aumentano infatti gli iscritti e le iscritte alle facoltà di scienze agrarie e sono significative le cifre sulla partecipazione a livello regionale al bando PSR 2015 per il primo insediamento dei giovani agricoltori (411) e dei giovani agricoltori che hanno presentato un piano strutturale associato per il PSR 2015 (315). Allo stesso tempo però si registra un sempre più preoccupante invecchiamento in agricoltura: il Rapporto sull’economia 2015 della Camera di Commercio evidenzia come quasi l’80% dei conduttori agricoli della provincia di Forlì-Cesena abbia più di 50 anni; di questi, oltre uno su 3 ha più di 70 anni. A fine 2015 nel Registro Imprese della Camera di Commercio di Forlì-Cesena risultavano attive 6.924 imprese agricole, pari a -1,5% rispetto all’anno precedente; l’80,1% era costituito da ditte individuali, a testimoniare l’elevata diffusione di imprese diretto-coltivatrici a carattere familiare o addirittura unipersonale.
“Migliorando l’accesso ai terreni da parte dei giovani vogliamo favorire il ricambio generazionale. Agricoltura significa economia, occupazione e cura del territorio: con questo progetto di legge vogliamo rilanciare il lavoro in questo settore strategico e al contempo recuperare terreni e immobili abbandonati o improduttivi per farli diventare fonte di reddito e di sviluppo. – conclude la Consigliera regionale – Inoltre il sostegno alla buona agricoltura significa anche presidiare meglio il territorio che è la miglior cura contro il dissesto idrogeologico”.

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