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È tempo di concentrare tutte le forze e le energie sulla realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che definirà le modalità con cui l’Italia intende investire i 209 miliardi del Recovery Fund.

Questa è la partita più importante che si gioca nel nostro Paese e proprio in questi giorni il Governo ha presentato le linee guida del Piano al Parlamento, prima del suo invio, entro metà ottobre, alla Commissione europea.

Per la prima volta l’UE ha messo in campo un debito comune europeo, risorse ingenti, che in passato mai erano state stanziate, per fare ripartire il lavoro e l’economia.
Ci troviamo ad un punto di svolta: il Recovery Fund può dare vita ad una stagione di rinascita del nostro Paese, e quindi anche della nostra Regione, se saremo in grado di pianificare politiche ed interventi con una visione di ampio respiro, pensando davvero al futuro e non con lo sguardo rivolto al ’900.

Le parole chiave del Recovery Plan sono tre: Svolta Verde, digitale e coesione sociale.

Come Regione Emilia-Romagna stiamo chiedendo con forza al Governo di coinvolgere, sin dalla fase di pianificazione, il nostro territorio.

La Romagna deve essere protagonista.

È necessario che le risorse del Recovery vengano utilizzate per completare gli investimenti che da troppo tempo sono rimasti incompiuti, come il Lotto zero della Secante, e ancor più importante sarà riuscire a mettere in campo dei progetti che ci garantiscano crescita e occupazione nei decenni a venire.
E allora in questo senso, parlando di infrastrutture, dobbiamo puntare alla realizzazione di una stazione dell’alta velocità della Romagna, così come a un rafforzamento del sistema ferroviario romagnolo, in un ottica di maggiore intermodalità con il trasporto pubblico e con la nuova mobilità elettrica.

La Romagna può avere anche l’ambizione di candidarsi a distretto dell’energia green nazionale, il territorio in cui compiere la transizione verso un sistema energetico sostenibile ad emissioni zero.
Abbiamo le caratteristiche economiche e territoriali per mettere in campo una proposta di questo tipo e realizzarla.

Il 37% delle risorse del Recovery Fund sugli investimenti saranno destinate alla green economy e all’ambiente.

Un’altra priorità sarà il digitale.
Oltre a completare e migliorare le nostre infrastrutture digitali possiamo cogliere l’opportunità della realizzazione del nuovo ospedale di Cesena per sostenere e stimolare i progetti tra università, mondo della ricerca e imprese locali, diventando il territorio in cui il digitale si coniuga alla medicina, un settore economico che sarà trainante nei prossimi decenni.

Oltre al Recovery Plan, che avrà una regia nazionale, nei prossimi mesi inizierà anche il percorso di elaborazione della nuova programmazione dei fondi strutturali europei.
Anche su questo versante la nostra regione è in prima linea. Avremo infatti più di 2,5 miliardi per l’Emilia-Romagna da programmare, identificando le priorità dei territori, gli investimenti, i progetti su cui puntare nei prossimi 7 anni.

C’è molto lavoro da fare dunque, e sarà importante farlo insieme, dando voce alle priorità del territorio, alla visione del futuro, e alle energie migliori.
Una sfida che dobbiamo vincere.

Lia Montalti : Welcome !

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