Lia Montalti (Consigliera regionale PD) “Bene la dichiarazione dello stato d’emergenza e lo stanziamento di 10,9 milioni di euro”

Ieri pomeriggio il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza in Emilia-Romagna, e altre quattro regioni italiane, per la siccità. Contestualmente sono stati stanziati i primi 10,9 milioni di euro per far fronte alle conseguenze della crisi idrica. “Con ormai settimane di caldo record, l’agricoltura al collasso e i fiumi a secco questa è una prima notizia positiva per la nostra regione e per i nostri territori. Lo stato di emergenza sarà valido fino al 31 dicembre e ci permetterà di fronteggiare con mezzi e poteri straordinari la situazione in atto, con interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, alle imprese e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche. Il cambiamento climatico in atto non può trovarci impreparati dobbiamo lavorare su soluzioni di medio-lungo periodo per uscire così dalla continua logica emergenziale”.

Ogni anno in Regione si consumano mediamente oltre 1.400.000.000 di metri cubi di acqua, il 60% per usi irrigui (900 milioni), il 25% per il potabile (350 milioni) e il 14% per l’industria (200 milioni). Le condizioni meteo vissute a partire dall’autunno mettono ora alla prova i prelievi necessari a soddisfare questi bisogni.

“Nel corso dell’estate nella nostra Regione il bilancio idro-climatico è sempre stato negativo. Tuttavia, i livelli raggiunti nelle ultime settimane sono paragonabili a valori di fine stagione”. Colpisce il dato delle precipitazioni, già inferiori lo scorso ottobre del 55,8% rispetto al valore medio dei trent’anni precedenti (1990-2020). “L’apice della gravità è stata già raggiunta a giugno infatti si sono registrati solo 16 millimetri di pioggia in tutta la regione, con una flessione del 62% rispetto al dato storico. Alla scarsità di piogge si uniscono le alte temperature, il mese di maggio è stato il terzo mese più caldo dal 1961 e anche a giugno le massime sono state quasi di 3 gradi superiori alla norma”.

“Come Regione siamo già intervenuti nei mesi scorsi per salvaguardare la risorsa idrica e prevenire il più possibile i danni al comparto agricolo. Tuttavia, oltre alle misure già messe in campo nei mesi scorsi, è ora necessario ragionare su quelle da mettere in atto immediatamente per affrontare l’emergenza e le progettualità di medio-lungo periodo, compresi gli interventi strutturali e le norme di semplificazione per la loro attuazione. I cambiamenti climatici in corso ci porteranno, sempre più, ad affrontare difficoltà legate alla scarsità della risorsa idrica e quindi il lavoro da fare per affrontarli è tanto ma come Regione Emilia-Romagna abbiamo chiaro il fatto che garantire l’acqua per soddisfare le esigenze idropotabili deve essere una priorità irrinunciabile”.

“Ingenti sono le risorse già investite nei territori, dai 605 milioni di euro del Piano invasi 2018-2020 destinati al settore dell’irrigazione, con 40 interventi già avviati, fino ai 18 interventi che il PNRR finanzierà con 355 milioni. Tra Piano invasi e PNRR le opere previste cresceranno di 75 milioni di metri cubi la disponibilità d’acqua, la capacità di stoccaggio salirà di 17 milioni di metri cubi, anche realizzando piccoli invasi, altri 46 milioni deriveranno da risparmio idrico, i restanti 12 milioni di metri cubi di acqua derivano da interventi diversi, ad esempio piccoli impianti di depurazione, aumento dell’efficienza degli impianti e razionalizzazione dell’utilizzo delle acque del CER. Per questo serve realizzarli nel più breve tempo possibile. Contemporaneamente dobbiamo operare per diminuire gli sprechi, anche mettendo in campo nuove tecnologie ed innovazioni, nell’edilizia, nell’industria e in agricoltura”.

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