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Verso il consumo di suolo a saldo zero, con strumenti concreti e semplificazione

“Verso il consumo di suolo a saldo zero, la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici; in più adeguamento sismico degli immobili, sostegno alle imprese e tutela del territorio agricolo. Sono questi gli obiettivi principali della disciplina regionale in tema di urbanistica che la Regione si appresta a riformare. Incentivi saranno previsti per la rigenerazione urbana e per interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico grazie, anche con lo stanziamento di contributi regionali, oltre a incentivi fiscali e volumetrici” richiama Lia Montalti, consigliera regionale e capogruppo PD in Commissione Territorio e Ambiente dopo l’informativa dell’Assessore Raffaele Donini che ha anticipato le principali novità del progetto di legge alla vigilia di un mese di confronto sul testo con i territori, amministratori locali, associazioni di categoria e ambientaliste e professionisti. Il progetto di legge dovrebbe essere depositato indicativamente entro fine anno e da lì partirà l’iter formale in Commissione Territorio e Ambiente e in Assemblea Legislativa.

“Quello iniziato rispetto alla riforma della legge urbanistica – dichiara la consigliera democratica – è un percorso importante sul quale da diversi mesi sono già coinvolti amministratori, associazioni e categorie professionali, perché rivedere la norma urbanistica significa affrontare temi di grande impatto per il territorio. Gli obiettivi sono complessi e importanti, il metodo per raggiungerli è positivo se vogliamo davvero integrare concretezza e semplificazione, tutelando il nostro territorio e migliorando i nostri spazi urbani”.

“Attraverso la futura legge urbanistica si vuole concretizzare l’impegno della nostra Regione – dice Montalti – sul versante dello snellimento delle procedure burocratiche per favorire l’attività di imprese e professionisti, in questo senso è previsto un taglio degli strumenti urbanistici, per semplificare la pianificazione”.

La Regione si doterà di un nuovo Piano territoriale regionale, che conterrà al suo interno anche gli attuali piani paesistici e la parte infrastrutturale del PRIT, la Città Metropolitana e le Aree vaste si doteranno di un Piano strategico Territoriale Metropolitano o d’Area Vasta, mentre i Comuni, che avranno tre anni di tempo dall’approvazione delle nuove norme per avviarne i procedimenti di approvazione, di un PUG-Piano Urbanistico Generale (un unico strumento che andrà a sostituire gli attuali PSC e RUE) per stabilire la programmazione e pianificazione di tutto il loro territorio. Verrà dato spazio anche alle azioni che favoriscano la partecipazione e il controllo dei cittadini alle scelte urbanistiche degli enti locali, secondo il principio della piena trasparenza.

“Si prevede inoltre di ridurre – conclude la consigliera regionale – le previsioni di nuove urbanizzazioni da 250 a 70 chilometri quadrati, fissando una quota massima del 3% di espansione per ogni Comune. Il consumo di nuovo suolo entro il 3% sarà consentito esclusivamente per nuovi insediamenti produttivi, per edilizia residenziale sociale e per nuove abitazioni, solo se collegate a progetti di rigenerazione urbana. Resteranno invece fuori dal conteggio, per ragioni legate allo sviluppo di nuova economia, gli insediamenti produttivi considerati strategici a livello regionale, gli interventi di ampliamento produttivi e le opere pubbliche o di interesse pubblico”.

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