Commissione, Parlamento e Consiglio europeo nell’ambito della nuova PAC 2023-2027 stanno discutendo sulla possibilità di aprire alla pratica dell’eliminazione parziale o totale dell’alcol nel vino da tavola e nelle produzioni DOP e IGP.

Per questo, assieme al Gruppo PD dell’Assemblea legislativa, ho firmato un Ordine del Giorno volto chiede chiarezza.

La nostra priorità è infatti quella di tutelare le produzioni vitivinicole DOP e IGP della Regione, evitando che siano penalizzate dalla PAC 2023-2027. Penso ai tanti produttori dei colli romagnoli, ai consorzi, alle tenute, alle cantine sociali che sono ancora uno dei luoghi in cui la cultura civica di Romagna continua ad essere raccontata e messa in pratica.

È evidente che nel momento in cui si interviene sulla riduzione o eliminazione alcolica nel mosto d’uva fermentato le caratteristiche organolettiche cambino rispetto al vino. Esattamente come per il mosto d’uva fermentato a bassa gradazione non si può parlare di vino né secondo la normativa europea né secondo quella nazionale, così deve essere anche nei confronti della dealcolazione.

Questo non è un no questo tipo di prodotto, ma semplicemente una richiesta di regolamentazione. Fermo restando che l’obiettivo primario debba essere quello di sostenere le nostre produzioni vinicole regionali, anche il mercato delle bevande da tavola non alcoliche potrebbe essere un’opportunità per le aziende emiliano-romagnole, ma vanno date regole certe e, soprattutto, senza creare concorrenza con i settori che già operano.

Lia Montalti : Welcome !

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