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Montalti (PD): “Limite che abbiamo voluto per contrastare dipendenze e disagio sociale”

“1800 euro per il gioco d’azzardo lecito: è questo ciò che si brucia pro capite ogni anno in Emilia-Romagna. Nella provincia di Cesena, gli ultimi dati a disposizione, dicono che il gioco d’azzardo è pari al 4,5% del nostro PIL locali. Numeri che significano dipendenze, non sempre dichiarate ai servizi, costi sociali e sanitari, ma soprattutto veri e propri drammi che si consumano in seno alle famiglie, che si trovano ad affrontare il dramma dell’azzardopatia. La politica ha dunque il dovere e la responsabilità di porre un freno mettendo in campo strumenti concreti” dichiara Lia Montalti, consigliera regionale PD impegnata sul fronte del contrasto al gioco d’azzardo patologico.

“Tra le iniziative che in Assemblea legislativa abbiamo voluto portare avanti, con un emendamento di cui sono stata tra i firmatari, e che consideriamo tra le più efficaci per mettere al riparo le fasce di popolazione più fragili, c’è il divieto di collocare le sale da gioco e le macchinette slot a meno di 500 metri dai luoghi sensibili come le scuole, i centri giovanili, gli impianti sportivi e gli ospedali” prosegue la consigliera cesenate.

La Giunta regionale, come previsto dal Testo Unico sulla legalità approvato nello scorso ottobre, ha emanato il regolamento che definisce le modalità operative per l’adeguamento dei Comuni alla disciplina.

Il divieto previsto si applica sia alla nuova apertura che alle sale giochi e scommesse già in esercizio, oltre che alla nuova installazione di macchinette slot presso esercizi commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande, nelle aree aperte al pubblico, nei circoli privati e nelle associazioni. I luoghi sensibili sono gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, le strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori. Libertà viene lasciata ai Comuni per individuare altri luoghi sensibili ai quali applicare le disposizioni. La legge regionale prevede che la distanza minima di 500 metri sia calcolata secondo il percorso pedonale più breve.

“Ora i Comuni avranno sei mesi per provvedere a individuare i luoghi sensibili sul proprio territorio. Nei successivi sei mesi dovranno dare comunicazione ai titolari delle sale gioco e delle sale scommesse ricadenti nel divieto di esercizio dei provvedimenti di chiusura. I titolari degli altri esercizi con slot e macchinette che si trovano a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, dovranno essere informati in merito al divieto di installazione di nuovi apparecchi e del divieto di rinnovo dei contratti tra esercente e concessionario alla loro scadenza” riporta Montalti.

“L’introduzione di una distanza minima dai luoghi sensibili crediamo sia uno strumento efficace per dare risposta all’aggravarsi della situazione legata all’azzardopatia, che vede sempre più giovani coinvolti, anche minorenni, e sempre più persone costrette a chiedere cure specifiche ai servizi sociali e sanitari del nostro territorio” conclude la consigliera regionale.

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