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Montalti (PD): “Rendere le nostre città più sane e vivibili è un obiettivo che aiuta la salute e anche l’economia”

La recente approvazione del Piano aria integrato regionale (PAIR) 2020 non è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Dietro le 94 azioni progettate e finanziate dalla Regione Emilia-Romagna c’è stato un lungo e meticoloso lavoro da parte delle agenzie e degli assessorati regionali, di associazioni ed enti locali. Non da ultimo anche della Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea Legislativa, nella quale sono capogruppo del PD.

Ci tengo a sottolinearlo perché capisco che non tutti possano concordare nel merito dei singoli provvedimenti, ma non si può dire, come è apparso recentemente sui giornali, che dietro al PAIR ci sia una visione integralista: tutti tra i soggetti coinvolti dal piano – comuni, associazioni, imprese, mobilità e sanità – hanno dato contributi per poter definire misure il più ampie e condivise possibili.

La nostra Regione, così come le altre regioni del bacino padano, si è dotata di un Piano aria per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e quindi per tutelare la salute pubblica. La pianura padana è infatti una delle aree più inquinate d’Europa e, nonostante le misure che sono state messe in atto anche in passato, è fondamentale attivare interventi strutturali per diminuire l’inquinamento e quindi l’impatto che le polveri sottili hanno sulla nostra salute.

Con il PAIR la Regione vuole dimezzare le polveri sottili, con interventi non più emergenziali ma strutturali, portando dall’attuale 64% all’1% i dati sulla popolazione esposta a più di 35 superamenti di Pm10 l’anno e assicurando, con controlli più frequenti e misure più stringenti, il rispetto dei valori limite degli inquinanti atmosferici nel territorio regionale. La volontà è anche quella di tagliare le emissioni di ossido d’azoto, ammoniaca e composti organici volatili.

Questo non è integralismo, è un obiettivo primario ed essenziale per garantire il diritto alla salute di ognuno, a partire dalle categorie più fragili ed esposte all’inquinamento come i bambini e gli anziani.

Sono state previste dunque una serie di misure attive, con un investimento di 300 milioni di euro da qui al 2020: eco-bonus per la rottamazione dei mezzi commerciali più inquinanti, riduzione del traffico nei centri abitati da raggiungere con incentivi per la mobilità elettrica, potenziamento e ammodernamento dei mezzi di trasporto pubblico locale e regionale sia su gomma che su rotaia, pieno supporto alla mobilità ciclo-pedonale.

Sono confermati i limiti alla circolazione dei veicoli diesel euro 3, (da ottobre 2018 anche euro 4) e benzina euro 1 (dal 2020 anche euro 2). Al contempo vengono messe in campo misure per limitare emissioni prodotte nelle aree industriali e commerciali e nelle abitazioni private: si promuove l’utilizzo di fonti di energia solare e fotovoltaica e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e delle attività produttive, e molte altre ancora.

Questo piano, in sostanza, presenta un mix di soluzioni che riguardano i comportamenti collettivi. Non si penalizza nessuno in particolare, ma si cerca di mettere in campo misure e risorse per poter tutelare la salute di tutti, migliorando l’ambiente in cui viviamo e quindi anche la qualità della vita nelle nostre città. E rendere le nostre città più sane e vivibili è un obiettivo che aiuta la salute e anche l’economia.

Lia Montalti : Welcome !

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