“La promozione dell’allattamento è una politica di salute importante, perchè punta l’accento sul nutrimento e la cura del bambino fin dai primi giorni di vita, con l’obiettivo di sensibilizzare i genitori ad una sana crescita e ad un sano sviluppo del bambino.
L’Oms afferma, in linea di principio, sull’allattamento al seno:
  • L’allattamento al seno è il modo normale di fornire ai bambini le sostanze nutritive di cui hanno bisogno per la crescita e il sano sviluppo;
  • L’allattamento al seno è raccomandato fino ai sei mesi di età; l’allattamento al seno continuato con il complemento di altri adeguati alimenti fino a due anni di età e oltre;
  • L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino e di un allattamento complementare alla somministrazione di altri cibi fino ai due anni di vita. 500 ml di latte materno al giorno conferiscono, nel secondo anno di vita del bambino, ancora il 31 per cento del suo fabbisogno totale di calorie, il 38 per cento di quello di proteine, il 45 per cento di quello di vitamina A e il 95 per cento di quello di vitamina C. L’allattamento al seno è quindi, secondo l’Oms, uno dei modi più efficaci per garantire la salute dei bambini e il tasso di sopravvivenza.
Se ogni neonato fosse allattato al seno entro un’ora dalla nascita, avesse solo latte materno per i primi sei mesi di vita e continuasse l’allattamento al seno fino all’età di due anni, 800.000 vite di bambini sarebbero salvate ogni anno. A livello globale, meno del 40% dei bambini sotto i sei mesi di età sono allattati al seno.
Uno studio ha dimostrato che per aumentare il tasso di bimbi sotto i 6 mesi allattati solo al seno al 50% entro il 2025, basta un investimento di soli 4,70 dollari annui per bambino: così facendo si salverebbero le vite di 520mila bambini sotto i 5 anni, riducendo sensibilmente i costi dell’assistenza sanitaria. Al contrario, nelle 5 grandi potenze economiche emergenti (Cina, Indonesia, India, Nigeria e Messico), la mancanza di investimenti in questo settore ha causato la morte di 236mila bambini e spese sanitarie per 119 miliardi di dollari.
Aspetti positivi connessi all’allattamento materno:
  • rafforza e consolida il legame del neonato con la mamma (bonding);
  • fornisce al neonato un’alimentazione completa (benefici nutrizionali);
  • protegge il neonato dalle infezioni, anche grazie al ruolo svolto dal colostro, ed aiuta a prevenire diarrea e polmonite, ossia le principali cause di morte tra i neonati;
  • porta comprovati benefici alla salute della mamma, viene ridotto il rischio di cancro alle ovaie (-24%) e al seno (-4%), due delle principali cause di morte tra le donne;
  • al di là dei benefici immediati per i bambini, l’allattamento al seno contribuisce a una vita di buona salute dei futuri adulti. Gli adolescenti e gli adulti che sono stati allattati al seno da bambini hanno meno probabilità di essere in sovrappeso o obesi, specialmente dai 2 ai 9 anni di età. Hanno meno probabilità di avere il diabete di tipo II e prestazioni migliori nei test di intelligenza.
La nostra Regione è da tempo impegnata su questo fronte recependo e promuovendo attivamente tra i genitori quelle che sono le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Per permettere davvero la pratica dell’allattamento al seno è dunque importante che le mamme possano provvedere al nutrimento dei bimbi tra le mura di casa, ma anche quando si trovano fuori casi, negli spazi e nei servizi pubblici, che devono dunque prevedere spazi appositi sia per allattare, che per accudire i bambini. Anche recentemente le cronache hanno riportato episodi di madri allontanate da spazi pubblici mentre allattavano.
Il mio ragionamento però vuole essere più ampio infatti questa risoluzione propone da un lato di far in modo che negli edifici pubblici, in cui ci sono servizi aperti al pubblico, come comuni, biblioteche, ospedali etc. Vengano allestiti appositi spazi di cura, spesso definiti angoli delle coccole, in cui non solo allattare il bambino, ma poterlo accudire, quindi rivolgendosi non solo alla primissima infanzia, ma ai bambini nei primi anni di vita.
Questo in un’ottica di maggiore accoglienza dei servizi pubblici e di accessibilità rispetto a madri e bambini piccoli.
Ma parlando di accoglienza voglio anche evidenziare come in una regione come la nostra che si pone sempre di più l’obiettivo di essere un punto di riferimento per l’accoglienza turistica il poster offrire servizi diffusi relativi all’accudimento dei più piccoli può divenire un fattore importante di attrattività anche per chi decide di passare un periodo di vancanza in Emilia-Romagna
In tal senso dunque vanno sempre di più sostenuti e promossi a livello locale i progetti che cercano di mettere in campo, in collaborazione con gli esercizi commerciali, una rete diffusa all’interno di negozi, bar, locali, hotel e ristoranti, che prevedano spazi dedicati all’allattamento e più in generale all’accudimento dei bambini.
Da questo punto di vista non siamo certo all’anno zero. Con piacere vorrei ricordare alcuni dei progetti dei comuni Emiliano-Romagnoli rivolti ovviamente alle famiglie residenti ma anche appunto a chi visita i nostri territori.
Ravenna: Il progetto “Amici dell’allattamento” è una iniziativa fortemente voluta dal Comune di Ravenna, Ausl, Emilia Romagna Mamma e la Lega per l’allattamento materno, per offrire un servizio concreto a tutta la comunità per dare la possibilità di allattare e cambiare il proprio bambino anche fuori casa. Negli esercizi commerciali che hanno aderito al progetto sono a disposizione un fasciatoio e una poltrona per l’allattamento. Gli “amici dell’allattamento” espongono una vetrofania dove si legge in modo chiaro “Qui puoi entrare per allattare e/o cambiare il tuo bimbo o la tua bimba”.
Il Comune di Ravenna ha in seguito realizzato una App, nel 2016, consente la geolocalizzazione degli esercizi aderenti e degli altri spazi idonei ed è uno strumento che incontra le esigenze delle mamme e dei genitori, dei ravennati e dei turisti, di imprenditrici in viaggio con bimbi al seguito che si troveranno in giro per la città.
Nei 32 luoghi di Ravenna che finora hanno aderito (incluse le già pre-esistenti “stanze delle coccole” promosse dal Comune) le mamme trovano fasciatoio, scalda biberon e, in alcuni casi, una poltrona dove potersi sedere ed allattare.
Forlimpopoli: è stata attivata una rete di Diciannove punti su tutto il comune di Forlimpopoli dove poter cambiare il pannolino e allattare il bebè: da Casa Artusi alla Farmacia comunale, dal centro di estetica al negozio di giocattoli, passando per gelateria e pizzeria.
Complessivamente i Punti della rete “Amici dell’Allattamento“, il progetto lanciato nel 2012 da Romagnamamma.it, il portale di informazione dedicato ai genitori dell’Emilia – Romagna. Rete che oggi conta in tutta la Romagna 96 adesioni tra Ravenna (37), e i comuni del Faentino (41): Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Conselice e Castel Bolognese.
Con questa risoluzione dunque chiediamo un impegno ulteriore affinché tutta la regione possa mettere in campo tutti gli strumenti possibili affinché gli edifici pubblici si dotino di spazi dedicati all’accudimento e all’allattamento dei bambini.”

Lia Montalti : Welcome !

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