Mercoledì scorso la Camera ha approvato all’unanimità il Codice sulle pari opportunità per la riduzione del “gender pay gap”, le diseguaglianze di genere sulla retribuzione, e favorire l’inserimento femminile nel mercato del lavoro.Il testo, fortemente sostenuto dal PD, che promuove la parità salariale tra uomini e donne, ora passa all’esame in Senato, e spero davvero l’iter sia rapido.

Il gender pay gap in Italia può arrivare al 20% in meno sulla busta paga delle donne rispetto ai loro colleghi uomini, mentre solo il 28% dei manager sono donne. Il Global gender gap report ci pone fra i peggiori Paesi europei per le differenze economiche tra uomini e donne, e tra l’altro stima che servano oltre 200 anni per raggiungere la parità.

Il gender pay gap ogni anno fa perdere al nostro Paese 8 punti di Pil. Secondo il World Economic Forum, se si riuscisse ad abbattere la disparità tra uomini e donne, il Pil del mondo aumenterebbe di 5,3mila miliardi di dollari.

In provincia di Forlì-Cesena circa l’11% delle donne tra i 15 e i 74 anni non partecipa al mercato del lavoro. Il fattore principale è lo ‘scoraggiamento’ rispetto alle difficoltà nel trovare lavoro, ma viene evidenziata anche la ‘motivazione familiare’. Esaminando la precarietà emerge che fra le donne è più alta la concentrazione di contratti stagionali e a tempo determinato. Alla precarietà si aggiunge anche la differenza retributiva. È fondamentale, anche nel nostro territorio, lavorare per garantire una maggiore equità tra i generi, mettendo in campo più politiche che permettano per esempio di conciliare lavoro e famiglia, continuando sul percorso iniziato con la Regione Emilia-Romagna nel 2014.

Il PNRR può essere una grande opportunità per intervenire a più livelli sulle disparità di genere, che sono anche indicate come uno degli obiettivi trasversali per poter innovare davvero il Paese.

La legge licenziata dalla Camera ha un grandissimo valore : un segnale forte nella direzione di una maggiore equità tra i generi. Ora speriamo che il Senato acceleri l’iter e approvi una legge di civiltà per la quale non si può più attendere.

Lia Montalti : Welcome !

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